Nel Piemonte della prima industrializzazione, quando i fondovalle cominciavano a riempirsi di manifatture tessili grazie alla forza motrice dei torrenti alpini, succede una cosa interessante. A Pont Canavese, non proprio metropoli culturale dell’Ottocento, ma paese vivo e pieno di idee, i fratelli Laeuffer, imprenditori tessili, si inventano una cosa che oggi definiremmo evento esperienziale: il Concert dla Rùa.
Ora, non pensate a un concerto qualsiasi. No. Qui si fa sul serio: i musicisti non stanno tutti su un palco, ma si rispondono da un balcone all’altro, suonando nella strada incrociata tra via Marconi e via Destefanis, quella che i locali chiamano “la strâ ‘d mess”. Luci? Solo fiaccole, a creare quell’atmosfera da Belle Époque piemontese che oggi farebbe impazzire Instagram.
E la cosa funziona, eh. Il concerto attira centinaia di persone, da tutto il Canavese, ma anche dalle vallate vicine. È musica, sì, ma è anche comunità, industria, linguaggio condiviso. Non a caso, negli anni ’20 e ’30, il testimone passa ai baroni Mazzonis, altra famiglia di industriali illuminati, che capisce che la cultura serve a far star bene e unire le persone.
Poi arriva la guerra, il dopoguerra, e come spesso succede… silenzio. Oblìo. Il concert finisce tra i racconti dei nonni. Ma attenzione: nel 1996 qualcuno decide che basta guardare al passato con nostalgia. Nasce l’associazione Amis dla Rùa che rilancia la tradizione: concerti a tema, musicisti sui balconi, fiaccole, cartoline commemorative e pubblico entusiasta (oggi circa duemila persone ogni anno).
Ma non è solo folklore: ogni edizione ha una tematica culturale o sociale. Pace, Resistenza, Giro d’Italia (quando nel 2019 è passato per la prima volta nella valle Orco). E ci sono persino gemellaggi internazionali: con Douvaine in Savoia, per il legame linguistico franco-provenzale, o con Napoli, per la devozione condivisa a San Gennaro.
E non dimentichiamoci il denim – sì, proprio quello dei jeans – prodotto tanto a Pont quanto ad Annecy, per fare i calzoni da lavoro della Marina sabauda. Una storia che lega Canavese, tessile e cultura popolare in modo sorprendente.
Insomma, il Concert dla Rùa non è una sagra qualsiasi: è una festa della memoria collettiva, una messa laica per bande musicali e cittadini che credono ancora che la bellezza faccia comunità.
E dire che tutto è iniziato da un balcone, una banda e qualche lampada a olio.