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Narrazione

Quel matrimonio del Primo Maggio 1938, a casa del “Turc”

location_onPont Canavese, Piemonte, Italia
personCreata da Comune Pont Canavese
Tipologia di contenuto:Curiosità
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Quel matrimonio del Primo Maggio 1938, a casa del “Turc”
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Alberto Serena
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Racconto (parafrasato) di Alberto Serena, tratto dal libro “Dall’asilo al matrimonio in un piccolo paese del Canavese”)

Nel cuore del Canavese fascista, nel 1938, Cesare Serena e Amalia Vacca volevano sposarsi. Lui, 27 anni e deciso a metter su famiglia. Lei, 22 e figlia di una lunga stirpe contadina. Ma niente bomboniere o ristoranti eleganti: allora si faceva tutto in casa, quando si poteva.

Ed ecco entrare in scena “il Turc”: comunista incallito, anticlericale convinto e parente di entrambi. Per lui, il matrimonio poteva farsi solo nella sua grande casa… a una condizione: doveva essere il Primo Maggio — la festa dei lavoratori — non il 21 aprile come imponeva il regime. E soprattutto: niente preti a tavola.

Il compromesso fu accettato. Al pranzo arrivarono in cento, forse più: fascisti, comunisti, curiosi e persino il sagrestano in incognito, mandato dal parroco per spiare. Ma il vino era buono, il tempo splendido, e alla fine tutto filò liscio.

Una giornata impossibile da immaginare oggi: un matrimonio tra ideologie nemiche, benedetto forse non dal prete, ma da qualcosa di più grande.

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