L'emigrazione Italiana negli Stati Uniti d'America
Fonte: La Storia dell’emigrazione italiana e piemontese, dal XVIII ai nostri giorni. Contributo della dott.ssa Paola Alessandra Taraglio, in occasione dell’evento: “Ritorno a Oropa dei Piemontesi nel Mondo. Racconti, memorie e speranze di ieri e di oggi”, 8-15 Luglio 2016
Fra il 1880 e il 1915 giunsero negli Stati Uniti 4 milioni di italiani, sui 9 milioni circa di emigranti che arrivarono da oltre l'Oceano verso le Americhe ma i numeri non considerano coloro che rientrarono in Italia: circa l 50/60% nel periodo 1900-1914. Quasi il 70% arrivava dal Sud, anche se fra il 1876 ed il 1900 la maggior parte degli emigrati proveniva dal Nord Italia: il 45% in totale arrivava da Veneto, Friuli Venezia Giulia e
Piemonte.
Le motivazioni che spinsero masse di milioni di Meridionali ad emigrare furono molteplici. Alcuni studiosi spiegano che, a seguito dell’Unità del Paese, i macchinari delle fabbriche (Napoli era allora una città all'avanguardia in campo industriale), furono portati al Nord dove in
seguito sorsero le industrie del Piemonte, della Lombardia e della Liguria.
Fu così che, caduto il Regno Borbonico, il Meridione, devastato dalle guerra con circa un 1 milione di morti, da cataclismi naturali quali il terremoto del 1908 con lo Tzunami nello Stretto di Messina che uccise più di 100mila persone nella sola Messina, vessato dall'esercito, e impoverito dal potere, non aveva opportunità di un futuro e scelse l’emigrazione di massa. Il sistema feudale faceva si che, la proprietà terriera ereditaria, determinasse il potere politico ed economico e lo status sociale di ogni persona escludendo le classi povere dalla possibilità di miglioramento economico. C’era poi, dal 1880, la crisi agraria causata dal maggior gravio fiscale delle imposte sulle campagne applicato dopo l'unificazione, l’obsolescenza dei vecchi mestieri artigianali e la crisi delle piccole aziende familiari e delle piccola proprietà agricola con i suoi annessi e connessi.
Gli Stati Uniti, dal 1880 in concomitanza con il loro sviluppo economico, si aprirono all'immigrazione; le navi portavano merci in Europa e ritornavano cariche di emigranti ed il costo della traversata era minore di quello dei treni per il Nord Europa. Così milioni di persone vi si
recarono. All’arrivo negli States dovevano superare controlli medici e amministrativi durissimi, specialmente ad Ellis Island, l'Isola delle Lacrime; se i controlli non venivano superati erano
rispediti ai Paesi d’origine.
Ora nell’isola c’è un Museo dove sono esposte le valigie piene di suppellettili e il miseri indumenti di chi era reimbarcato per l'Italia; i più disperati, buttatisi nelle acque gelide della baia, vi affogarono.