Giovanni Battista Bonatto nacque nei primi anni del Seicento a Pont Canavese, nella borgata Trüch Bonet, definita il “nido delle aquile” per la sua posizione su un roccione che domina la piana sottostante.
Sin da bambino, la sua salute fu precaria e la costituzione gracile. Fu forse proprio questa fragilità a spingerlo verso la fede. Iniziò così a frequentare i frati che passavano per il paese, sentendo nascere in sé la chiamata di Dio. Entrò, giovanissimo, tra i Minori Francescani Riformati nel Convento di Pont, che apparteneva alla Provincia Francescana di S. Tommaso Apostolo. Ricevette la sua formazione religiosa nel 1594, quando divenne Portinaio del convento e del vicino ospedale, una struttura già esistente a metà della via Maestra.
La vita nel convento era austera e basata su una quotidianità semplice e rigorosa, fatta di lavoro e preghiera. I frati vivevano di elemosine e condividevano tutto ciò che avevano con i poveri del borgo. Il giovane frate si distinse per spirito di obbedienza e dedizione alla comunità, trascorrendo lunghe ore in preghiera e osservando rigide penitenze. Tra la gente, si diffuse presto una leggenda sulla sua figura: si diceva che il suo volto si illuminasse mentre pregava, suscitando grande devozione nei fedeli e accrescendo il desiderio del popolo di averlo come guida spirituale.
Fu ordinato sacerdote e in seguito inviato al Convento della Madonna degli Angeli a Torino, per poi essere scelto come missionario per la Libia.
Nel 1643, su incarico del Prefetto padre Pasquale Compre, fu destinato a Tripoli, in Nord Africa, insieme ad altri frati. Qui venne coinvolto in un'opera di evangelizzazione in un contesto estremamente difficile, segnato da tensioni religiose e culturali. Nonostante gli sforzi di dialogo con la popolazione musulmana, il suo annuncio del Vangelo fu visto come una minaccia. Mentre si trovava nel sobborgo chiamato “Bagno di Sant’Antonio”, fu arrestato con l’accusa di aver criticato pubblicamente l’Islam.
Sottoposto a un processo sommario, Bonatto non rinnegò la propria fede. Il pascià, infastidito dalla fermezza del religioso, lo condannò al rogo. Giovanni Battista Bonatto morì martire sulla spiaggia di Tripoli nel 1653.