Carlo Alessandro Caviglione (1810–1861)
Nato a Pont Canavese il 26 febbraio 1810, nella storica abitazione di famiglia situata nella “Rùa” — oggi via Marconi — Carlo Alessandro Caviglione crebbe in un ambiente segnato dalla tradizione giuridica. Seguendo le orme del padre, noto notaio stimato in paese per onestà e spirito, divenne avvocato, ma la sua figura andò ben oltre l’ambito professionale.
Nel primo Ottocento, Pont viveva un clima difficile: divisioni tra famiglie influenti, disordine tra le classi popolari, e una società profondamente segnata da superstizione, ignoranza e bigottismo religioso. In questo contesto turbolento, il giovane Caviglione sviluppò idee liberali e progressiste, entrando in contrasto con l’ambiente chiuso del suo tempo.
Con l’avvento della rivoluzione del 1848, si aprirono spiragli di libertà: Carlo Alessandro raccolse intorno a sé giovani animati dagli stessi ideali e trasformò il suo studio legale in un centro di discussione politica. Le sue parole, sempre ponderate e appassionate, colpirono molti, tanto da attirare simpatizzanti anche dalle vallate vicine.
Non mancarono i pericoli: la milizia controllava i movimenti del gruppo, sostenuta da delatori locali. Ma non mancava neppure la solidarietà: un celebre aneddoto racconta di una finta consegna di latte che salvò il gruppo da una perquisizione, grazie a un passaggio segreto e a una serenata improvvisata usata come copertura.
Caviglione prese parte per un periodo al Parlamento Subalpino, proseguendo intanto il suo lavoro legale e gli studi filosofici. Senza figli e ormai malato, destinò l’intero patrimonio personale alla Congregazione di Carità di Pont, lasciando un'eredità concreta e duratura.
Dopo la sua morte, avvenuta il 1° maggio 1861, la sua casa divenne il primo asilo per i figli delle donne lavoratrici e le sue 40.000 lire contribuirono alla realizzazione di una scuola materna e dell’ospedale.
In riconoscenza, l’amministrazione comunale ha intitolato a lui la via più antica del paese — già Strada Maestra, poi via del Commercio — oggi via Caviglione. Sulla facciata della sua abitazione è stata collocata una targa commemorativa, simbolo della gratitudine di un’intera comunità.