Questa strada stretta e porticata che stai percorrendo si chiamava un tempo Via del Commercio. Era la contrada principale di Pont, la via maestra da cui passava tutto: gente, merci, animali. Collegava Cuorgné alla Valle Orco. Se guardi bene, poco dopo Palazzo Borgarello, puoi ancora vedere una pietra miliare che segnava la distanza da Torino. La via è lastricata con pietre che guidavano le ruote dei carri — ma ne passava uno per volta: lo spazio era quello che era. I portici che la fiancheggiano, risalenti al ‘400, sono un piccolo capolavoro di ingegno. La loro forma non è casuale: stretti, continui e un po’ tortuosi, servivano a proteggere dalle raffiche della bisa, quel vento freddo e tagliente che spazza le valli. Sotto i portici si affacciavano le botteghe: piccole, buie, ma preziose. I portici offrivano un riparo per i mercanti e i clienti, e uno spazio in più per esporre la merce. Ancora oggi, tra un portico e l’altro, puoi notare delle botole che scendono nelle cantine sotterranee. Tra le case che si affacciano sulla via, spicca ancora Palazzo Borgarello, elegante e severo, con i suoi archi ogivali dipinti e decorazioni in terracotta di Castellamonte e ferro battuto — aggiunte negli anni ’30 del Novecento, ma in perfetta armonia con l’atmosfera medievale della via. E se ti siedi un attimo, vedrai i sedili in pietra lungo il portico: servivano per esporre i prodotti agricoli, o per fare due chiacchiere durante il mercato. Su alcuni pilastri ci sono ancora le “pose”, sporgenze che le donne usavano per sollevare le ceste sulla testa o sulle spalle. Qui si facevano affari, si raccontavano storie, si viveva il paese. E anche adesso, se ascolti bene… qualcosa di tutto questo è rimasto nell’aria.