Fonte: La Brasa e la Spluvia
Clemente Deiro nacque in Canavese e visse un’esistenza intrecciata profondamente alla storia del suo territorio. Fin da giovanissimo mostrò una vocazione chiara: quella di mettersi al servizio degli altri. Appena diciassettenne, nel pieno della Seconda guerra mondiale, si unì alla Resistenza nelle fila di "Giustizia e Libertà", combattendo sulle alture pontesi con il battaglione Peradotto della VI Divisione Canavesana. Era figlio di Massimo Deiro, ultimo sindaco di Pont prima dell’imposizione del regime fascista: un’eredità morale forte, che trasformò in impegno civile e sociale.
Visse per lungo tempo al Convitto Nazionale di via Bligny, distrutto dai bombardamenti del novembre 1943. A guerra finita, nel 1947, prestò già le prime cure ai malati di tifo a Pont, ancora prima di ottenere il titolo di dottore. Si laureò giovanissimo, nel 1951. Pochi giorni dopo la registrazione all’Ordine dei Medici di Torino, accettò subito il suo primo incarico: medico condotto a Ronco Canavese, paese di montagna, dove tornò a curare altri casi di tifo, affrontando difficoltà logistiche e mancanza di farmaci con l’aiuto di una parente infermiera, che riusciva a procurare antibiotici dal San Giovanni Vecchio.
Avrebbe potuto rimanere in ambito universitario. Per alcuni anni frequentò la Facoltà di Medicina per specializzarsi in pediatria, disciplina che esercitò per decenni, conquistando la stima di intere generazioni. Fu allievo del celebre anatomista Giuseppe Levi, in quegli anni figura di riferimento della medicina torinese e padre della scrittrice Natalia Ginzburg. Tra gli allievi di Levi, ben tre — Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Salvatore Luria — avrebbero ricevuto il Premio Nobel. Quell’ambiente culturale, vivace e cosmopolita, avrebbe potuto attrarlo stabilmente. Ma Deiro scelse un'altra via.
Preferì restare vicino alla propria terra. Rifiutò i laboratori per rispondere alle chiamate notturne, alle urgenze delle borgate. Visitava i pazienti anche sotto la neve, raggiungendo a piedi frazioni remote come Pian Cerese, Frachiamo, Codebiollo e Monpont. A partire dal 1972 fu medico condotto a Pont Canavese, con competenza estesa anche ai comuni di Ingria e Alpette. Per un periodo prestò servizio anche a Cuorgnè, Castellamonte e Borgiallo, collaborando con l’O.M.N.I. (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), punto di riferimento per la salute delle madri e dei bambini.
Nel 2002, ricevette la medaglia d’oro dell’Ordine dei Medici di Torino per i suoi cinquant’anni di carriera. Un riconoscimento che celebrava non solo la longevità professionale, ma il senso etico e umano con cui aveva esercitato la medicina: “a sollievo dei sofferenti, in un ideale di solidarietà umana”, come recita la motivazione del premio.
Medico, partigiano, pediatra, uomo di comunità: Clemente Deiro visse la professione come scelta radicale, intrecciando cura, impegno civile e passione per il sapere. Rimane figura simbolica di un’Italia che seppe ricostruirsi con dignità, portando la scienza al servizio della vita quotidiana.