Durante gli anni cupi della guerra a Pont anche procurarsi il pane diventava un’impresa da pianificare con attenzione militare. Il granoturco scarseggiava, la farina ancora di più, e le donne – erano quasi sempre le donne – scendevano fino alla pianura per acquistare ciò che serviva a sfamare la famiglia. Ma non bastava raggiungere i casolari nascosti della bassa: bisognava poi tornare indietro, attraversando campi e sentieri secondari, perché le strade principali erano pattugliate dalla milizia. Se venivi colto con un sacco di farina, lo sequestravano senza esitazione.
Un giorno, una giovane madre, che aveva partorito da poco ed era ancora fiaccata dalla fatica del parto, tentò la discesa. Aveva sovrastimato le sue forze, caricandosi sulle spalle più merce di quanta potesse portarne. Non riuscì a tenere il passo delle altre donne e, arrivata infine alla stazione, vide il treno partire proprio mentre raggiungeva il binario. Il prossimo convoglio, disse il capostazione, sarebbe passato solo in serata – troppo tardi. Perché il viaggio di ritorno non finiva con l’arrivo a Pont: occorreva scaricare la farina ben prima della stazione, lanciandola dal finestrino nei pressi della frazione Campore, dove un parente – uno zio, in questo caso – attendeva nascosto per recuperarla e proseguire su per la mulattiera, eludendo ogni controllo.
Raccontò tutto questo al capostazione, un uomo che doveva aver visto molti di quei viaggi disperati e silenziosi. Fu colpito dalla determinazione e dalla stanchezza della giovane madre, e forse fu proprio la fatica negli occhi di quella donna – non ancora ristabilita dal parto, sola, e con una montagna da risalire – a convincerlo. Le svelò che, se nessun altro si fosse presentato, avrebbe potuto farla salire di nascosto su un treno merci in partenza entro un’ora. Lei si sedette, trattenendo il respiro ogni volta che qualcuno si avvicinava. Ma nessuno arrivò. Salì.
Arrivò nei pressi di Pont mentre il sole era ancora alto, lanciò il sacco nel punto convenuto, dove lo zio lo raccolse con la rapidità dei gesti rodati. Tornarono a casa con la farina salva.
Il giorno dopo, la notizia: il treno che avrebbe dovuto prendere, se non avesse perso la coincidenza, era stato mitragliato da un aereo alleato. Diversi passeggeri erano morti. Altri riportarono ferite gravissime. A salvarla, forse, fu proprio la fatica che quel giorno le fece mancare il passo.